CPIA 5 MILANO

 

Nell’anno scolastico 2015/2016 molti corsisti della sede carceraria di San Vittore e della Sezione ICAM (Istituto a Custodia Attenuata per Mamme) sono stati impegnati nella partecipazione a concorsi letterari e rassegne d’arte figurativa, ricevendo importanti premi ed encomi. Le attività sono state stimolate e svolte nell’ambito dei corsi scolastici di Primo e Secondo Livello erogati dal CPIA 5 all’interno della Casa Circondariale di Milano.

La prima rassegna è stata organizzata dal CPIA in collaborazione con la sezione di Milano dell’Associazione Nazionale Magistrati, e ha visto esposte dal 24 giugno al 21 luglio presso la sede del Tribunale Ordinario di Milano, i quadri di 42 partecipanti. Tra questi, una giuria formata dal pubblico che ha visitato la mostra ha conferito i seguenti premi:

Primo premio:            Raul Guzman, Le pene di una mamma, tecnica mista, 70x50

Secondo premio:        Alexandru Flaviu Tabacaru, Tramonto, acrilico su cartone telato, 50x35

Terzo premio:             Abdelhadi Lbida, Sii presente in ogni momento della vita, tecnica mista su cartone telato, 70x50

Altri corsisti hanno partecipato al concorso nazionale Gramsci visto da dietro le sbarre, indetto dall’Associazione Culturale Casa Natale di Antonio Gramsci del comune di Ales (Oristano), ottenendo il terzo e il quinto premio in denaro.

Terzo premio:             Delgado Hernandes Blanca Macarena, Interrogativi, (acrilico su cartoncino, 333x48)

Quinto premio:           Roberto Di Giovannantonio, Uni-verso per-verso, (acrilico su cartoncino, 333x48)

Infine al premio letterario nazionale Lettera a mio figlio, organizzato dalla Casa Circondariale di Isernia con l’Associazione ONLUS Oltre la vita, hanno partecipato oltre venti allievi della scuola carceraria e uno di essi, Hamid El Fidahi, ha ricevuto una menzione speciale per il testo intitolato Ciao mio adorabile figlio. Di seguito riportiamo la motivazione per cui all’autore è stata assegnata tale menzione.

La lettera ‘Ciao mio adorabile figlio’, ha colpito subito non solo per l'attualità della situazione descritta, ma anche per la sua originalità in quanto indirizzata ad un figlio desiderato, sognato, ma al momento immaginario. La tenerezza di questo «padre» che, con coraggio e tenacia arriva alle soglie di quel mondo tanto agognato, la sua voglia di farcela anche per chi ancora non c'è, sono sentimenti veri e genuini.

Coraggiosa è anche la presa di coscienza degli errori commessi  che hanno vanificato  le prove così soffertamente affrontate e superate; ma proprio da tale consapevolezza egli trarrà la forza di provarci ancora e questa volta di vincere la battaglia anche con se stesso «a costo di cambiare la serratura».

Emerge quindi la speranza di poter iniziare un nuovo percorso, un tempo nuovo  vissuto in modo più consapevole e profondo.”

 

Luca Leccese


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